Sciacca Pietre di Storia

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Pietre di Storia

Il centro storico è ricco di monumentIi di notevole interesse architettonico quali i Castelli dei Perollo (1300) e dei Luna (1380); la Chiesa di S. Maria delle Giummare; la Badia Grande; la Chiesa di Sant’Agostino (1753); il Duomo, con la volta affrescata da Tommaso Rossi, l’icona marmorea di A. Gagini e il crocifisso ligneo del Navarro; la Chiesa di San Lorenzo (1393); la Chiesa di San Francesco di Paola (1744), dove sono conservati alcuni affreschi del pittore saccense Mariano Rossi; la Chiesa di San Vito (XIII sec.); la Chiesa di Santa Margherita (1342), con il bel portale marmoreo, opera dell’artista Francesco Laurana e il raffinato organo ligneo; la Chiesa del Purgatorio (1480), dove si trova una preziosa tela della “Vergine che consola le anime”.
Degno di nota il Palazzo Steripinto (1501), costruzione di rara bellezza con una facciata con bugnato a punta di diamante.
Nei dintorni si eleva il Santuario di San Calogero, le cui origini risalgono al 1400. Sull’altare centrale, all’interno di una custodia lignea, è posta la raffinata statua di San Calogero.

CHIESA DI S. DOMENICO
(P.zza A. Scandaliato)

La chiesa di S. Domenico si deve alla volontà del grande storico Tommaso Fazello. Edificata fra il 1534 ed il 1538. Successivamente i figli del nobile Antonio Medici fecero costruire un Cappellone, terminato da Caterina dei Medici nel 1582, la quale ottenne il titolo di fondatrice e dotatrice.

PALAZZO TAGLIAVIA

Conserva all'interno un grande cortile barocco con una bellissima scala coperta. Sul muro occidentale si apre una bifora con elegante davanzale del XV sec. In cima alla colonnina della bifora compare lo stemma della famiglia.

PALAZZO STERIPINTO

La costruzione risale al 1501; il palazzo venne fatto costruire da Antonio Noceto. Lo spazio antistante il palazzo era detto un tempo "testa di la cursa", perchè qui aveva termine la rituale antica corsa dei cavalli che, partendo dalla piazza, percorreva il Corso V. Emanuele. La parte decisamente più interessante del palazzo è il prospetto, costituito da un originale e fitto bugnato a punta di diamante. in esso si intrecciano tendenze culturali di diversa origine: dalle rigide geometrie simmetriche di tutta la struttura, alla cornice catalana che delimita tutto intorno la finestra centrale; dal portale con architrave e stipiti ben scanalati, alle bifore con colonnina centrale di tipo gotico.

CHIESA DEL CARMINE

La chiesa del Carmine è una delle più antiche della città, infatti, il suo primo nucleo fu la Chiesa del Salvatore; fondata nel 1089 dal Conte Ruggero quando edificò il Castello Vecchio e restaurò le antiche mura. La chiesa fu rifatta, ampliata e riaperta al culto nel 1579: fu allora che venne fatto il Cappellone e il soffitto in legno.

INTERNO: All'inizio della navata centrale è posta una grande croce di legno del '700, la cui parte posteriore è finemente dipinta con la Resurrezione di Cristo e con S. Michele Arcangelo. La navata di destra inizia col sarcofago di Gilberto Perollo, esso non rappresenta particolari elementi architettonici e la stessa iscrizione è tracciata rozzamente su intonaco.
ESTERNO: La facciata in stile neoclassico, risalente al 1817, è rimasta incompleta; questo permette di scorgere le tracce dell'antica Chiesa del Salvatore. Contrastante con lo stile del prospetto è lo splendido rosone gotico. Bellissima è anche la cupola, poggiante su un tamburo cilindrico, rivestita in piastrelle di ceramica a scaglie sovrapposte a colori alternati verde e bianco.

PORTA DEL SS. SALVATORE
(Piazza Carmine)

E' la più bella delle porte esistenti e risale al tempo di Federico III d'Aragona che, nel 1335-36, permise l'allargamento delle mura della città. Nel 1894 fu aperto accanto ad essa un secondo arco; questo passaggio fu, poi, però, demolito al tempo della seconda guerra mondiale per consentire il transito dei grossi mezzi militari. L'aspetto attuale, di stile rinascimentale, risale al 1581: due colonne, sostenute da elefanti stilofori, delimitano un grande arco riccamente ornato da arabeschi e volte. le incisioni a bassorilievo rappresentano rosette, teste di animali, elementi arcuati e cornucopie; sulla sommità dell’arco due bei leoni affiancano la chiave di volta.

CHIESA DI S. MARGHERITA

La fondazione della chiesa di S. Margherita, voluta da Eleonora d'Aragona, risale al 1342. Qualche anno dopo, la chiesa, venne concessa ai Cavalieri Teutonici. Nel 1393 il ricco mercante Antonio Pardo fece fare numerosi lavori di restauro e di ampliamento lasciandole in eredità, alla sua morte, la metà del suo ingente patrimonio. La chiesa trovò il suo assetto definitivo nella seconda metà dell'800.
INTERNO: Fra il 1609 e il 1624 Orazio Ferraro eseguì gli stucchi e le decorazioni dell'interno e il dipinto della Madonna dell'Itria, tuttora esistente. Il Ciaccio riferisce che nel 1629 il licatese Giovanni Portaluni eseguì sei grandi quadri, diversi medaglioni e quadretti sulle pareti e negli arconi presbiterali. Nello stesso anno il saccense Francesco Mordino completò il bel soffitto a cassettoni, mentre nel 1630 furono commissionate ai palermitani Marcantonio Runca e Bartolomeo Bajana diverse migliaia di fogli d’oro per la cappella maggiore. ESTERNO: Il portale principale è quello sulla Piazza del Carmine: è in stile gotico e presenta tre archi ogivali inseriti fra due pilastri ottagonali che continuano oltre i capitelli di raccordo. La cosa più preziosa è certamente il bel portale marmoreo che si apre sulla via Incisa, considerato un’opera di scultura fra le più ragguardevoli realizzate nel’400 in Sicilia. E' costituito da due leggere e sottili colonnine corinzie che sorreggono un ordine di trabeazione punteggiato da cinque testine d’angeli e minuscole conchiglie; sugli stipiti stessi le figure dei patroni di Sciacca: la Maddalena da una parte e San Calogero dall'altra.

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